martedì 14 gennaio 2014

Che palle!

Primo post ufficiale del 2014 parla di una notte tiepida, di quelle che passi volentieri sdraiato sul divano fino ad orari improbabili a guardare la tv, chiudendo gli occhi giusto ogni tanto.
Penso che gli occhi noi li avessimo chiusi già da un po' quando il solito squillo ci sveglia.
"Verde, problema urogenitale"
Ci risistemiamo al volo mentre scendiamo sul mezzo e partiamo alla volta del target, che raggiungiamo dopo pochi minuti.
Scendiamo dall'ambulanza e ci troviamo davanti una grande scalinata che porta verso l'ingresso di un bel condominio d'epoca, in cima alla quale vediamo una sagoma che ci saluta sbracciandosi e viene verso di noi.
Tutti e tre ci guardiamo alle spalle per capire se ce l'ha con noi o meno, ma nel cuore della notte chi altro poteva esserci?
"Buona sera, ha chiamato lei?" chiede il CE
"Si! Mi fanno male le palle!!" ci dice
"Scusi?" gli diciamo quasi in coro
"Eh si...Comunque ciao a tutti ragazzi, sono Franco!" ci dice sorridente il signore sulla quarantina, ben vestito, che teneva in mano un'elegante bagaglio a mano "Posso salire?"
"Prego... " gli diciamo accompagnandolo sul mezzo, ancora poco convinti
Una volta sistemato sulla barella, iniziamo a prendere i parametri.
"Non sapete che male! Cioè no, voi due che siete donne non capite, ma lui si che capisce" dice indicando il nostro autista "Fanno male, ma una sembra un arancio! Sta volta l'ho fatta grossa..." sospira
"Franco ci lascia dare un'occhiata per capire?" gli chiediamo e lui in tre secondi si abbassa i pantaloni "Ecco guardate! E' il risultato delle mie peripezie!"
In effetti ha i testicoli gonfi, uno ha davvero le sembianze di un arancio.
"Non pensate male ragazze eheheh!" ci dice ridendo, mentre noi lo guardiamo incuriosite "Mi son spiegato male!"
"Com'è successo?" chiediamo
"Non stavo facendo niente di sconcio! Ho appena traslocato e spostando i mobili ho preso uno spigolo di un bellissimo comodino in legno proprio... lì!"
"Quando è successo?" chiediamo cercando di capire perché nel cuore della notte qualcuno avrebbe dovuto spostare mobili
"Nel pomeriggio, ho provato a metterci sopra ghiaccio, cose ghiacciate e pomate ma non si è sgonfiato, così mi sono preoccupato e ho chiamato..."
Riferiamo tutto in Centrale e partiamo alla volta dell'ospedale più vicino.
Durante il viaggio Franco ci racconta del suo trasloco, e di come si sia fatto "due palle così", letteralmente!
Lo lasciamo in PS augurandogli di rimettersi presto e di stare attento agli spigoli "Grazie ragazzi, non posso nemmeno dire 'che palle!' perché risulterebbe quasi inappropriato ahahahaha" ride salutandoci.
"Per un attimo ho pensato fosse uno scherzo..." dico
"Eh si, lo dici perché non puoi capire che brivido ho sentito quando ho visto che si era fatto! Mamma mia..." commenta l'autista, unico uomo della squadra  "Mi faceva male solo il pensiero! Altro che codice giallo, mamma mia...ahiaaa"
"Ahahaha eh che dire, i traslochi son proprio una scocciatura..."
"Veramente...che palle!"

sabato 28 dicembre 2013

Buoni propositi e...

Si, quest'anno sono stata poco presente mio malgrado.
Devo dire che, per fortuna per me, sono in chiusura di un annata veramente pessima, ma se c'è una cosa che ho imparato è che non bisogna mai smettere di crederci, non bisogna mai smettere di lottare.
Per questa ragione quest'anno anticipo i "buoni propositi" in chiusura proprio perché l'apertura del 2014 voglio sia un vero nuovo incipit.

Ci tengo a condividere una nota positiva di questo 2013, che per me è stata una realizzazione di un sogno d'infanzia: ho conseguito la patente 5, necessaria per guidare l'ambulanza in emergenza.
E' stata una grande soddisfazione e diciamocelo dai, anche una bella emozione, una nota positiva non indifferente : )

Per il nuovo anno, come in quelli passati, il proposito è sicuramente quello di non smettere di condividere con voi questa meravigliosa esperienza, possibilmente incrementando la frequenza.
Mi piacerebbe sicuramente incentivare anche l'interattività del blog, ogni buon consiglio è ben accetto come sempre!
Il bilancio del blog, anche quest'anno, è da considerarsi positivo senza dubbio, quindi grazie, grazie a chi passa, legge, condivide, mi scrive.
Grazie davvero.

AUGURI A TUTTI VOI, PER UNA BUONA FINE E UN MIGLIORE INIZIO!




domenica 10 novembre 2013

CENTO di questi momenti

Ed eccoci qui, con il 100° post.
Cento momenti condivisi, cento pagine di "vita vista da un'altra prospettiva".
Due anni fa iniziava su Blogspot quest'avventura, e più passa il tempo più ne sono entusiasta.


Questo post è innanzi tutto un grazie, grazie a chi passa per caso, a chi legge con regolarità in silenzio, a chi partecipa, a chi condivide... perché se sono arrivata fino a qui è anche grazie a voi che più o meno direttamente vivete con me questa esperienza.
Il 100 segna un altro traguardo, un altro passo fatto verso un 150, un 200 e così via.
Ci sono così tanti momenti che meritano di essere condivisi, e non parlo solo dei "bei momenti", ma più in generale di tutti quegli episodi che segnano questo percorso, che ai più non è così noto.
E' un po' come illuminare delle stradine buie e scoprirci dei meravigliosi sentieri.

Una paziente una volta mi ha chiesto "Ma voi che siete così giovani, che ci fate qui a quest'ora della notte? Alla vostra età dovete vedere il meglio della vita, non tutte le cose brutte che vi capitano!".
"Abbiamo le spalle large signora!" le avevo risposto sorridendo e una volta lasciata sulla barella del PS al momento di salutarci, ricordo che aveva insistito per darci un bacio sulla guancia sussurrandoci "Buona fortuna ragazzi, ne avete bisogno là fuori!".
Ce ne siamo andati a pollici alzati "Grazie!" le avevamo detto sorridendo.
"A noi serve tutta la fortuna del mondo" aveva commentato l'autista con il quale avevo turnato per alcuni anni quando potevo fare i turni diurni, al quale avevo raccontato l'episodio sul cambio turno delle 7 del mattino dopo "Il bello e il brutto del nostro ruolo è che, alla fine, prima di tutti arriviamo noi. E quel che troviamo, troviamo; una volta che ti infili la divisa e metti piede sull'ambulanza devi mettere in conto che può capitarti di tutto, e che tu lo voglia o meno devi affrontarlo. Sembra una scemata, ma la nostra vita non si ferma al turno, perché dopo il tuo turno, la tua vita va avanti... non hai il giorno di riposo. E il più delle volte fanciulla, lo sai, non siamo nemmeno veramente preparati a certe situazioni, ma in qualche modo lo dobbiamo diventare, ed è qui la nostra forza, assieme con la volontà e la passione, la fatica che ci costa".
E' di questa forza, di quel che ci capita, della passione e della fatica, di quel che impariamo volenti o nolenti a gestire, conoscere e affrontare che questo Diario parla, e continuerà a parlare.
Perché il più delle volte noi andiamo e veniamo velocemente, siamo "di passaggio"; in queste prime 100 pagine sono racchiusi quei momenti che precedono e seguono il fischio della sirena, quelle luci blu, i rumori della strada, il flusso di pensieri che attraversa come una saetta le nostre teste... c'è un po' di noi in queste pagine, un po' di quegli strani personaggi coi tutoni colorati che ti auguri di vedere il meno possibile, un po' di quelli dell'ambulanza (perdonatemi, ma in anni di servizio è da sempre l'epiteto che preferisco! Easy going).

In occasione di questo centesimo post, voglio condividere con voi una fantastica notizia: il Diario è stato menzionato tra i blog della FOAM (Free Open Access Meducation) dal Dottor D'Apuzzo, autore di EMPills che ringrazio nuovamente, nel video che trovate a questo LINK , pubblicato sul blog della SIMEU.



E ora quel che vi avevo promesso, i vostri post per il centesimo post del Diario.
Ci tenevo davvero a dedicare spazio anche ai vostri pensieri e alle immagini che avete scelto, e quindi eccoli.


Preferisco leggere quello che scrivi tu, ma ti faccio un in bocca al lupo, per tutto. - Cri



Un giorno di quest'estate mentre ero in barca con la mia
famiglia , la mia amica e amici dei miei genitori abbiamo visto un uomo privo di sensi e mio padre si è buttato e quando l'ha girato era privo di sensi. Io nel frattempo ho chiamato il 118 che non è arrivato intanto mio padre lo tirava su quando l'ha posato gli ho fatto il GAS e l'ABC , ho provato a fargli RCP senza insufflazioni , ma purtoppo non ha funzionato così abbiamo aspettato l'arrivo della Capitaneria e dei VVF che l'hanno portato via. - Anonimo



Essere un soccorritore è una cosa fantastica, anche se ho cominciato da poco, non smetterei mai. - Anonimo

Sono figlio di 2 soccorritori (quelli del "pre-118"), era naturale che compiuta la maggiore età avrei fatto il corso. Ma il meglio (e il peggio) dovevano arrivare: il peggio era l'esame di abilitazione passato al terzo tentativo e la mano rotta per la rabbia di non averlo passato la prima volta, il meglio è la gente che ho incontrato e che è per me una seconda famiglia...e guai a chi me la tocca! - Fabio - CRI Lombardia

Mi sono ritrovato in molti dei tuoi post, non è facile parlare in libertà di un argomento come questo. Mi dispiace che sei anonima, ma se un giorno vorrai presentarti, magari ci conosciamo già! - Un collega dalla Lombardia

Aspetto di sapere se mangerai di nuovo una pizza con il gorgonzola e le mele prima di un turno e cosa succederà dopo! Magari per il post 200 :-)  - Luigi

domenica 20 ottobre 2013

Scriviamo il 100° post del Diario INSIEME!

Ciao ragazzi!
Finalmente ci siamo, questo è il post #99.
Ne abbiamo viste, vissute e raccontate fino ad oggi... per questo motivo desideravo rendere "speciale" l'occasione del 100° post.
Se il Diario può contare 100 post, come vi dicevo su FB, è anche grazie a voi, che passate, leggete, guardate, condividete.
Siccome ci tenevo a condividere con voi questo traguardo, mi farebbe davvero piacere avere "un po' di voi" nelle mie pagine.

Ecco come:

1. Scrivete un qualsiasi pensiero che vorreste vedere pubblicato su questa pagina, lunghezza massima 5 righe di una cartella Word; allegate anche una foto o un'immagine se volete.

2. Inviate il tutto alla mia mail, che ormai conoscete, unsoccorritore@gmail.com , oppure scrivetemi su Facebook, twittate o lasciate il commento sotto a questo post, come preferite.

3. Specificate SE e COME volete firmarvi, es.: nome&cognome, nome&associazione, nickname etc.

4. Enjoy it! Verrete pubblicati sul 100 post!! : )

IL 100 POST VERRA' PUBBLICATO IL 10 NOVEMBRE 2013, DATA DEL 1° POST.

Scriviamolo insieme!




domenica 13 ottobre 2013

Combo

Come promesso, sulla pagina facebook ho pubblicato le news sul post 100 che saranno l'oggetto del prossimo post, 99! Ci siamo quasi! : )

Torno raccontandovi di un episodio particolare della mia carriera di soccorritore, perché in quel momento il pensiero disperato immediatamente successivo al "non è possibile!" è stato "Combo".
E' una notte di quelle dove fa freddo e diluvia, piove talmente tanto che io e i miei due colleghi vaneggiamo sul come muoverci con una canoa o improvvisarci degli OPSA.
Dopo aver fatto il controllo del mezzo, ci avventiamo così sulle pizze appena portare a domicilio; ammetto di avere gusti discutibili, ma con freddo e pioggia, una fantasticamente fumante e morbida pizza Zola&Mele ci sta tutta!!
Mangiamo senza troppi complimenti, e se ve lo state chiedendo, si la pizza me la sono mangiata tutta appena appena in tempo prima che il suono di Emma rovinasse la nostra digestione: Giallo, incidente stradale.
"No dai veramente? Un incidente? Sotto al diluvio?" usciamo di corsa, sconsolati e con ancora la pizza che faceva le piroette nello stomaco.
Arriviamo in posto, un incrocio buio di un paese vicino, la strada è deserta, il semaforo e un lampione con luce gialla sono le uniche luci che ci sono quando ci fermiamo in prossimità di una macchina con il bagagliaio che mostra i segni di un tamponamento.
Avvolti come pinguini negli impermeabili ci catapultiamo verso l'auto e contiamo 5 persone di origine straniera, 4 adulti e 1 bambino di due anni: bimbo, padre e madre del bimbo, fratello e zio.
Il padre che è alla guida è il primo a scendere e inizia a vomitare a lato dell'auto, la madre seduta davanti urla, il bambino sul seggiolino dietro grida anche di più giustamente, zio e fratello scendono dalla macchina senza urlare e iniziano a camminare in giro ripetendo che volevano prender aria che avevano appena mangiato abbondantemente e vedere l'altro vomitare gli dava fastidio.
"Buona sera, siamo dell'ambulanza! Che è successo?" chiediamo cercando di capire dove fosse la seconda macchina e di non far scappare nessuno in giro.
"Una signora ci ha tamponati, abbiamo fatto la constatazione amichevole poco fa ed è andata via!" ci dice il padre, che aveva appena smesso di vomitare.
Mettiamo in sicurezza la macchina e mentre io mi dirigo verso il bambino sui sedili posteriori, gli altri due colleghi vanno verso la madre che grida spaventata per il piccolo.
Intanto è buio pesto e sta venendo giù il diluvio.
"Signora non si preoccupi, il bambino sta bene!" la rassicuro dopo essermi sincerata delle condizioni del piccolo, che era ben immobilizzato nel suo seggiolone.
Il CE mi fa allontanare con i pazienti che camminano e il bambino verso l'ambulanza, mentre lei e l'autista avrebbero pensato a tranquillizzare ed immobilizzare la madre.
"Stavamo tornando da una cena quando è successo, e quella signora che ci è venuta addosso è scappata via subito dopo aver fatto i documenti poco fa" e con in braccio il bimbo piccolo, insieme con lo zio, sale in ambulanza e si mettono comodi sui seggiolini del vano sanitario prima che potessi dire qualcosa.
"Capisco... è stato forte l'impatto?" domando, avendo notato che i segni sulla macchina non erano certo quelli di un impatto ad alta velocità.
"No, il semaforo era rosso! La signora non ha frenato in tempo... ma sa, lo spavento e la pancia piena... " mi dice "Mi è venuta subito la nausea! Non abbiamo battuto la testa, non mi fa male niente, ma sa mia moglie poi è una persona molto ansiosa..."
Cerco di valutarli tutti e 4 al meglio, il CE avvisa la CO della situazione, che ci manda un altro mezzo in supporto.
Mentre i miei due colleghi stavano ancora lavorando sulla madre del bambino, che non aveva subito traumi seri se non lo spavento, io cerco di convincere i miei 3 pazienti con bambino al seguito che alzarsi e farsi due passi sotto la pioggia battente non è una buona idea.
"Può controllare come sta mia moglie?" mi chiede il padre
Essendo a due passi dalla macchina, scendo dal mezzo e mi accorgo di non avere il cappuccio.
Siccome pioveva e il mio cappello antipioggia non era certo abbastanza, mi tiro su il cappuccio del giaccone e vengo investita da una doccia gelida.
Non è possibile, penso tra me e me gocciolante; doveva essersi abbassato mentre ero ancora fuori e riempito d'acqua senza che io me ne accorgessi. Bene. 
Fingendo massima disinvoltura, do un'occhiata e vedo i miei colleghi al lavoro per cercare di calmarla, così ritorno da padre, figlio e zio rassicurandoli che ci stavano pensando i miei colleghi.
Allontanarmi da loro avrebbe significato dargli la possibilità di tornare a spasso.
In quel momento il padre, seduto sul seggiolino dell'ambulanza con in braccio il bambino, chiede allo zio del piccolo di reggerlo per fare una telefonata.
Appena glielo passa, il bambino cambia espressione e io mi trovo sulla traiettoria del fiume di vomito che senza alcun preavviso inizia a sgorgare fuori dalla sua bocca per finire ovunque, inclusi i pantaloni della mia divisa. Il mio tuffo carpiato con traversina in mano non serve a contenere la piccola bomba in tutina e ciucciotto.

L'immagine in sé non c'entra, ma la COMBO per eccellenza alla
quale ho pensato in un secondo momento è stata questa :D
Combo! ho pensato.
Non potevo crederci, come non riuscivo a credere che un esserino così piccolo potesse contenere così tanta roba, del resto.
Appena il bambino smette di inondare letteralmente l'ambulanza, il padre e il figlio maggiore voltano la faccia disgustati e lo zio mi dà il piccolo in braccio per correre giù dal mezzo a vomitare.
Mai come in quel momento ho rimpianto di aver mangiato tutta la mia pizza zola&mele.
Metto il bambino in braccio al padre, e inizio a pulire mentre lo zio risale sul mezzo.
"Ora va meglio" mi dice "Che schifo però! Non sopporto il vomito!"
"Eh si, senti che odore, bleah che schifo!!!!" seguita il fratello maggiore guardandomi pulire
Io non so che espressione ho, ma quando vedo arrivare l'autista, la faccia che fa guardando me, la mia divisa e l'ambulanza mi lascia intendere che sia eloquente.
Per fortuna mi aiuta a pulire, mentre cerco di non pensare alla pizza che sta facendo la danza della pioggia nel mio stomaco.
"Dobbiamo tirare giù la madre, vieni?" mi dice
"Ok" poi guardo i tre che lascio sul mezzo "Voi non muovetevi, fuori piove e noi stiamo aiutando la signora, sta arrivando un'altra ambulanza, ok?"
Annuiscono, ormai tranquilli e a stomaco sicuramente vuoto, seguitano a fare le loro telefonate.
Mentre carichiamo la signora vediamo arrivare i colleghi dell'altro mezzo e tiriamo un sospiro di sollievo.
Noi alla fine ci portiamo via madre, padre e bambino, mentre l'altro mezzo porta via zio e fratello maggiore.
Appena scaricati tutti i pazienti, torniamo fuori e diamo uno sguardo all'ambulanza, completamente a soqquadro.
"Ecco, anche il mio stomaco è così!" dico mentre rassetto
"L'hai voluta la zola&mele??? Ecco!"
"Uff... ma io ..." e in quel momento sentiamo la sigla del nostro mezzo che viene chiamato per radio dalla Centrale Operativa "Posizione?"
Gelo. E non solo per i vestiti fradici.
"PS XXX"
"Via filo per nuovo servizio"
Il CE chiama il Centrale.
"Quindi?" chiedo annusando la mia boccetta di olio all'eucalipto dopo aver pulito la divisa col disinfettante per i presidi dell'ambulanza.
"Verde... febbre e vomito... non dire niente, ok?"

...per un po' la pizza zola e mele 
non l'ho più mangiata in turno!